ANDREA DI NICOLA: IO DESTINATARIO DI DENARO PUBBLICO

Andrea Di Nicola
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Sabato sono salito agli onori della cronaca: tutti i giornali stampati e on line (dal Corriere della Sera al Messaggero, dal Tempo a Rai News 24, da Rai 3 a Grr Giornaleradio, dal Fatto al Sole24Ore) mi hanno indicato come destinatario di denaro pubblico sottratto alla Regione Lazio. Non conosco né mi interessa conoscere l’ispiratore o l’ispiratrice o gli ispiratori di quegli articoli, che sembrano tutti frutto di un copia/incolla da un documento-base che non fa certo onore ai miei colleghi giornalisti.

In sostanza in quegli articoli si sostiene che il consigliere regionale Antonio Cicchetti (al quale ribadisco la mia amicizia e la mia solidarietà per il vergognoso attacco che viene portato alla sua persona e alla sua integrità morale indiscussa) avrebbe comperato in varie tranches migliaia di copie di miei libri ecc. ecc.

Detta così il lettore non reatino (perché a Rieti come stanno le cose la gente lo sa bene) è indotto a credere che Cicchetti, per far guadagnare qualche soldo a Di Nicola, gli abbia comperato tutte quelle copie… Questo mi obbliga a fare alcune osservazioni chiarificatrici.

Le somme che riguardano i due libri ricordati dai giornali (in verità io sono autore di uno solo di essi, ma la cattiva informazione è dura a morire) sono state erogate direttamente alle tipografie e non ai loro autori che, occorre precisarlo, non hanno ricevuto una sola lira di compenso e nemmeno di rimborso spese, mettendo gratuitamente a disposizione della Sabina le loro competenze e le loro ricerche. Non solo, ma i due volumi sono stati affidati uno alla Biblioteca Paroniana e l’altro alla Asl di Rieti per la loro distribuzione gratuita sul territorio.

Tentare di confondere le operazioni culturali per maneggi più o meno onesti e per sperpero di denaro è falsa informazione. Chi critica la scelta operata da Cicchetti a favore della Cultura di Rieti e della Sabina dovrebbe spiegare a tutti almeno due cose. La prima: se non possono essere spesi per produrre libri, in che modo si devono spendere i soldi a disposizione dei consiglieri? In cene? in regali? andando a donne? oppure in qualche enoteca per fare i regali di Natale ai bambini senza reddito, come si giustifica Esterino Montino del Pd, forse pensando che col vino i bambini dimenticano fame e miseria? La seconda: se è così scandaloso aver speso soldi per l due libri, come mai le stesse critiche non si abbattono sul gruppo del Pd che ha acquistato copie di un libro (di altro autore) insieme con il gruppo del Pdl?

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