ACQUE RIETI SU LICENZIAMENTO DIPENDENTI DEPURATORE

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Depuratore acque RietiIn merito all’odierna vicenda che ha visto la manifestazione di protesta di un ex dipendente società che gestisce l’impianto di depurazione di Camposaino, oltre a ribadire la massima comprensione per il disagio umano in cui sono venuti a trovarsi i destinatari del provvedimento di licenziamento, intendiamo precisare le motivazioni che ci hanno costretto ad assumere un provvedimento doloroso per tutti.
Innanzitutto la scelta è stata fatta per garantire, in questa difficile fase, la sopravvivenza alla Società che, in eseguito ad un calo di attività e fatturato,  non ha avuto altra scelta che ridurre il proprio organico. È bene evidenziare che il licenziamento è stato preceduto da tre mesi di cassa integrazione a turno tra i lavoratori nella speranza che si potessero superare le difficoltà contingenti. Non essendo avvenuto ciò siamo stati purtroppo costretti al successivo passaggio del licenziamento di alcuni dipendenti, i quali, per quanto detto, erano a conoscenza delle difficoltà in cui versa la società da oltre 10 mesi, data dei primi incontri con le organizzazioni sindacali.
È altresì importante rilevare che tutte le suddette procedure sono avvenute nell’assoluto rispetto della normativa in materia e con il coinvolgimento di tutti i soggetti titolati. Sono state poste in essere tutte le azioni per la salvaguardia dei lavoratori compreso il coinvolgimento la Regione Lazio per la mobilità in deroga , rispetto alla quale occorrerà l’impegno di tutte le istituzioni affinché possa essere ridotto al minimo il tempo di accettazione della richiesta da parte della Regione stessa, garantendo così ai licenziati una soluzione più che mai significativa.
In ogni caso il nostro impegno per la tutela dei lavoratori proseguirà anche nei prossimi giorni con la ricerca di ogni mezzo utile alla risoluzione del problema.
La delicatezza della situazione impone l’impegno di tutti, evitando al tempo stesso ogni tentativo di strumentalizzazione. Tra l’altro al dipendente in questione sono proposte soluzioni occupazionali alternative relative ad attività con mansioni analoghe a quelle attualmente svolte che lo stesso ha ritenuto di non accettare.

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