ACQUE RIETI, DUE DIPENDENTI SALGONO SUL DEPURATORE E MINACCIANO DI GETTARSI

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Depuratore Acque RietiUna giornata movimentata quella di ieri al depuratore di via Campo Saino. Due dei cinque ex dipendenti della società, “Acque Rieti” sono saliti sul tetto del depuratore per protestare contro i loro licenziamenti arrivati come un fulmine a ciel sereno, dopo anni di servizio. Alle sette di ieri mattina il primo a salire è Mauro B., 42enne, operaio specializzato da ben 17 anni presso il depuratore.
Fino a venerdì scorso tutto sembrava tranquillo ma all’improvviso il sabato, è arrivata la lettera di licenziamento con la motivazione:”è venuta a mancare la possibilità di avvalerci della sua opera”.
L’uomo trovandosi disperato, ha pensato di protestare salendo sul tetto del depuratore richiamando l’attenzione del sindaco Emili, della prefetto Riccio, del consigliere comunale Maurizio Vassallo insieme a Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e un’ambulanza del 118.
Dopo poche ore anche Gian Luigi P. decide di raggiungere il collega Mauro sostenendolo nella protesta.
Dal sindaco Giuseppe Emili arriva la proposta alla società di sospendere il provvedimento ma pronta arriva la risposta di Pier Luigi Coccia, presidente del cda della “Acque Rieti”: “non abbiamo intenzione di recedere dal provvedimento – le condizioni economiche e produttive della società non lo consentono – il fatturato non copre i costi di gestione”.
A darsi da fare per gli operai licenziati anche Matteo Simeoni, segretario provinciale della Ugl il quale propone la cassa integrazione a zero ore anche solo per due o tre settimane, il tempo di trovare una sistemazione ai cinque sfortunati lavoratori. Una situazione che si spera possa risolversi a breve e nel migliore dei modi.

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