ACCORPAMENTO PROVINCE, PROPOSTA DI DELIBERA DELLA MINORANZA AL CONSIGLIO COMUNALE DI CONTIGLIANO

Contigliano
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I consiglieri di minoranza, in data 19 ottobre 2012, hanno presentato al Comune di Contigliano la richiesta di convocazione del Consiglio Comunale, per affrontare una serie di tematiche di carattere locale e territoriale, tra le quale spicca quella relativa al riordino delle province e l’accorpamento della provincia di Rieti ad altri territori.

Si prende atto che con la L.135/2012 all’articolo 17 prevede l’obbligo del riordino delle Province, si constata che nè le varie forze politiche e nè tantomeno le organizzazioni di rappresentanza degli enti amministrativi, sono state in grado di frapporre argomentazioni tali e sufficienti per scongiurare l’applicazione di tali norme (punitive soprattutto per i soggetti più deboli) e si ricorda che il Comune di Contigliano con voto unanime ha approvato in data 04.09.2012 un Ordine del Giorno teso a ribadire la netta contrarietà al superamento della Provincia di Rieti fornendo al contempo indicazioni per una complessiva riorganizzazione degli assetti Istituzionali, basata sul rafforzamento delle funzioni dei Comuni, dei compiti di governo di area vasta delle Province, sull’incremento dei processi di decentramento amministrativo da parte delle Regioni, nonché sulla soppressione di tutte le altre forme Istituzionali “gemmate” sul territorio nel corso degli ultimi venti anni.

Si ricorda, inoltre, il dettato dell’articolo 132 della Costituzione della Repubblica  Italiana che  recita: “Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un’altra”

Lo stesso CAL del Lazio, espressione delle Autonomie Locali,  si è espresso " ritenendo illegittima una decisione che non tenga conto della volontà delle comunità locali, uniche depositarie della sovranità in ordine all’appartenenza ad una provincia …".
Si ritiene che essere aggregati in maniera marginale ad altri territori estranei alle caratteristiche culturali, sociali, economiche, geomorfologiche della Provincia di Rieti,  e per di più con inefficienti collegamenti stradali e ferroviari, non rappresenta affatto la soluzione migliore per rafforzare quell’identità territoriale e sociale che tutt’ora non si è sufficientemente consolidata.

Si propone l’ampliamento della Regione Umbria con l’accorpamento della intera provincia di Rieti con le seguenti motivazioni:
1. La Provincia di Rieti rappresenta una terra di confine, con tutti i limiti e i vantaggi che questo comporta, e se i limiti sono ampiamente noti i  vantaggi sono rappresentati dal fatto che  essere al confine significa poter dialogare con maggiore facilità di altri con altre città e altre regioni,  assorbendone  le contaminazioni positive e che nessuna riforma dei confini Istituzionali potrà mai modificare gli attuali confini geografici;

2. Tutte le relazioni in essere, gli scambi commerciali, economici, culturali, non subiscono nessuna variazione al variare dell’assetto amministrativo e dunque il ragionamento che va fatto con le popolazioni maggiormente di confine è semplicemente quello relativo alla individuazione della migliore soluzione  istituzionale e amministrativa  che risulti utile per il  destino  del territorio  e delle future generazioni;

3. Un’opzione che punti all’ampliamento della regione Umbria inglobando il territorio dell’ex Provincia di Rieti, significa anche rafforzare il peso specifico e le ragioni sociali ed economiche delle popolazioni che ancora vivono nelle porzioni centrali di questa Nazione rendendo così politicamente più forte il diritto al futuro per territori che non hanno solo paesaggio e natura da offrire, ma anche saperi, competenze, economie;

4. Le Regioni Abruzzo e Marche, nonché la stessa provincia di Viterbo doverosamente contemplano nella propria vicenda di governo, le specifiche ragioni ed esigenze delle  economie “marine”; pertanto, basta riflettere un attimo sul sistema economico e infrastrutturale che in quei territori è rappresentato dalla costa, per chiedersi quale peso specifico potrebbero aggiungere i   2700 kmq reatini, fatti per due terzi da montagne;

5. Ampliare l’Umbria con Rieti è vantaggioso anche per le aree più distanti e di confine: l’asse mediano L’Aquila, Rieti, Terni Perugia se da un lato va completamente costruito sul piano politico e amministrativo, sul piano delle infrastrutture viarie e ferroviarie è sicuramente più avanti di quanto non lo sia quello con la Capitale. E’ sicuramente più semplice migliorare una ferrovia esistente che costruirne una nuova, come è più semplice immaginare la fine dei lavori sulla Terni Rieti Avezzano che pensare all’apertura dei cantieri sulla Salaria per Roma.

6. La dimensione demografica dei rispettivi centri abitati, le caratteristiche rurali di gran parte del territorio, la presenza della piccola e media impresa, le eccellenze universitarie e sanitarie, la qualità dell’ambiente, del paesaggio e dell’agroalimentare, portano a  riflettere sulle “contaminazioni” che possono scaturire da un nuovo assetto istituzionale all’interno di una regione Umbria  più grande e più ricca;

7. Nelle ipotesi avanzate di “nuovo Lazio” la produzione normativa dovrà fronteggiare ancora il peso specifico esercitato da Roma o dalla stessa Area Metropolitana, e questo al di là delle cessioni di sovranità legislativa che si potranno determinare; al contrario l’Umbria “allargata” nella propria azione legislativa continuerebbe a far fronte ad un territorio largamente omogeneo e questo anche al netto degli inesauribili campanilismi italiani.

Fattivamente, si ritiene che il presente atto possa costituire l’indirizzo politico e piano d’azione dell’intero Consiglio Comunale come rappresentante della volontà e degli interessi dei cittadini amministrati. Inoltre, si chiede l’istituzione di un’apposita Commissione Consiliare Speciale a cui sia delegata ogni iniziativa necessaria per l’attuazione del presente Ordine del Giorno, tra cui la realizzazione di iniziative necessarie per attivare un coordinamento con i comuni limitrofi e con il comune capoluogo di provincia e l’avvio di una fase di informazione della popolazione, propedeutica all’eventuale indizione di apposita consultazione referendaria ai sensi dell’art.132 della Costituzione.

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