A RIETI FAMIGLIE SEMPRE PIU’ POVERE. I DISOCCUPATI FRUITORI DELLA CARITAS AUMENTATI DEL 63%

Grafico disoccupati 2009-2010
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“Dal Convegno Ripartire dalla famiglia. Dalle parole ai fatti, la Cisl di Rieti, con il Forum delle associazioni familiari e la Diocesi di Rieti  lanciano un appello alla coesione tra Istituzioni, associazioni e parti sociali per giungere a realizzare  degli interventi sul territorio sulla base di obiettivi ben precisi.

Un’alleanza in grado di utilizzare il metodo della  concertazione locale che  tenga conto delle specificità e delle criticità del nostro  territorio aprendo tavoli di lavoro e di studio”.

Così Roberta Cenciotti, responsabile Coordinamento donne Cisl Rieti, a margine dell’iniziativa in favore della famiglia organizzata presso l’Auditorium Varrone sabato scorso.

“I dati del rapporto Eures Upi 2010 sulla provincia di Rieti mostrano una situazione a tratti drammatica –spiega la Cenciotti. Il tasso di natalità è del 1,25% ( al di sotto della media nazionale che è 1,41%). Crescita demografica negativa con un 23% della popolazione anziana. Secondo i dati dell’Ufficio per l’impiego la disoccupazione ha raggiunto il 29% con ben 29.950 individui tra uomini, donne e giovani. Quasi il 50% di queste persone sono nella fascia di età tra i 41 ed i 50 anni, il che significa che sono persone che non sono facilmente ricollocabili sul mercato del lavoro.

Ma molto preoccupante è anche il tasso di inattività che si aggira intorno al 30% costituito da uomini, donne e giovani che hanno rinunciato al posto di lavoro o che svolgono attività in nero. Molte di queste persone si rivolgono quotidianamente alla Caritas per avere aiuti di ogni genere. Bollette da pagare, vestiario, viveri. Con un aumento del 63% dei fruitori. Dati da terzo mondo!

I Centri di ascolto, secondo il direttore della Caritas di Rieti don Benedetto Falcetti, sono al limite dell’operatività raggiungendo solo nel 2010, 4.500 azioni di intervento. Ma la Caritas realizza altre importanti iniziative. Attraverso lo Sportello lavoro (il quale ha registrato un aumento del 25% delle richieste di aiuto. E ancora, Recuperandia, Centro Anti Usura, Prestito della Speranza, Mensa S. Chiara, Progetto rifugiati e richiedenti asilo politico”. 

“L’obiettivo che si vuole raggiungere a Rieti –spiega la coordinatrice donne Cisl- è proprio creare un Forum delle Associazioni familiari della Provincia attraverso il quale dare voce alle famiglie che, consapevoli della loro responsabilità, lavoreranno per far ascoltare i loro bisogni alle Istituzioni del nostro territorio. Di fronte  a questa situazione appena delineata è evidente che non possiamo più stare a guardare inermi.  Bisogna lavorare in modo serio e responsabile per considerare le famiglie come un potenziale che  produce capitale sociale”. 

Proprio il Segretario Confederale della Cisl Pietro Cerrito ha concluso il Convegno parlando dell’obiettivo da raggiungere attraverso la politica dei redditi, per alleggerire il carico fiscale sulle famiglie tenendo conto dei componenti del nucleo familiare, del loro stato di salute, del loro reddito.  L’equilibrio tra tempi di vita e tempi di lavoro per poter creare le condizioni per avere una città a misura di famiglia. Sistema dei servizi alla famiglia. Politiche abitative. 

“La famiglia –spiega ancora la Cenciotti- in questi anni ha dovuto sorreggere da sola il peso delle trasformazioni sociali ed economiche tanto da ricoprire il ruolo di vero ammortizzatore sociale. Si è dovuta far carico cioè, della grave perdita dei posti di lavoro che oramai raggiunge quasi il 30%, la diminuzione del potere d’acquisto dei salari, la cassa integrazione. Si prende cura dei figli, delle persone con disabilità, assiste gli anziani.

In questo contesto si è diramato l’intervento di Mons. Parmeggiani Vescovo di Tivoli e referente regionale della Pastorale della famiglia per la Cei che si è spinto oltre accennando al  valore della famiglia. La famiglia intesa come luogo primario di incontro di affetti, di trasmissione di valori, di educazione delle nuove generazioni.

Dall’Enciclica di Giovanni Paolo II –conclude Roberta Cenciotti della Cisl di Rieti- arriva un esempio calzante sul compito sociale e politico della famiglia: Specificatamente si evidenzia il compito sociale che deve esprimersi in forma di intervento politico. Le famiglie cioè devono per prime adoperarsi affinché le leggi  e le Istituzioni dello Stato non solo non offendano, ma sostengano e difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia. Da questo dobbiamo ripartire per far valere le nostre idee. Per essere parte integrante di un progetto più ampio e più alto a cui sino ad oggi abbiamo soltanto aspirato”.

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