1.006 imprese di stranieri nel Reatino

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In crescita le imprese straniere in Italia e nella provincia di Rieti. E’ quanto emerge dell’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, sulla presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all’estero con riferimento al 2017.

È infatti del +3,4% il tasso di crescita del 2017 con la nascita di 88 imprese straniere come saldo tra aperture e chiusure di aziende guidate da persone non nate in Italia nella provincia di Rieti. Il sistema delle imprese straniere a Rieti si attesta così a 1.006 imprese registrate, con una incidenza del 6,6% sul totale delle imprese, indice di una popolazione immigrata sempre più attiva nello scenario economico locale, anche se con media inferiore a quella nazionale.

Nella regione Lazio il tasso di crescita nel 2017 è stato del +4,3%, con una incidenza dell’11,9%, mentre in Italia il tasso di crescita si attesta al +3,4% con un’incidenza del 9,6%, una realtà ormai strutturale nell’ambito del nostro tessuto imprenditoriale.

Quando parliamo di imprese straniere ci riferiamo a quell’insieme di realtà imprenditoriali in cui la presenza di persone non nate in Italia risulta complessivamente superiore al 50%, mediando le composizioni di quote di partecipazione e cariche attribuite.

I settori in cui le imprese di stranieri sono maggiormente presenti nel Reatino in termini di incidenza percentuale sono quelli delle costruzioni (340 imprese, il 13,6% di tutte le imprese iscritte per il settore), e del commercio (221 imprese con una incidenza del 7,3%). Seguono il settore dei servizi alle imprese (82 imprese con una incidenza del 7,1%) e turismo (62 imprese, 5,4%).

A livello nazionale, il settore in cui le imprese di stranieri sono maggiormente presenti in valore assoluto è quello del commercio al dettaglio (circa 162mila imprese, il 19% di tutte le aziende del settore), seguito dai lavori di costruzione specializzati (109mila, il 21% del totale) e dai servizi di ristorazione (poco più di 43mila unità, pari all’11% dell’intero comparto). In termini relativi, però, l’attività a maggior concentrazione di imprese di stranieri è quella delle telecomunicazioni dove le 3.627 aziende a guida straniera rappresentano il 33.6% degli operatori del settore. A breve distanza segue la confezione di articoli di abbigliamento, in cui le 16.141 realtà guidate da stranieri pesano per il 30% sul totale del comparto.

Geograficamente, la regione più attrattiva per l’insediamento di imprenditori stranieri è la Lombardia con 114mila unità, seguita a lunga distanza dal Lazio (77mila) e dalla Toscana (55mila). Guardando alla dinamica del 2017, l’area a maggior tasso di crescita delle iniziative di stranieri è stata la Campania (+6,1% in regione, +9,6 a Napoli) seguita dalle Marche (+4,5% nel complesso e +8,8% a Macerata) e dal Lazio (+4,3%). La provincia “Regina” per concentrazione di imprenditoria straniera resta saldamente Prato, dove il 27,8% delle imprese è a guida straniera. A oltre dieci punti di distanza seguono Trieste (16%) e Firenze (15,8%).

Tra i paesi di provenienza degli imprenditori stranieri (con riferimento alle sole imprese individuali, le uniche per cui è possibile associare la nazionalità al titolare), quello più rappresentato è il Marocco, con 68.259 imprese indivuduali esistenti alla fine dello scorso anno. Sugli altri gradini del podio la Cina (52.075 imprese) e la Romania (con 49.317). Dall’analisi sul territorio, si scopre che alcune nazionalità hanno eletto delle vere e proprie “patrie” imprenditoriali in alcune province italiane: è il caso dell’Egitto che concentra in provincia di Milano quasi la metà (il 44,7%) di tutte le sue imprese in Italia; o del Bangladesh che ha il suo ‘quartier generale’ a Roma, dove ha sede il 42,5% di tutte le sue imprese. Sempre a Roma si trova la comunità imprenditoriale rumena più estesa (il 15% del totale delle imprese guidate da cittiadini di quel paese). Ma anche in altre province si assiste a significative concentrazioni di imprese di una data nazionalità: a Napoli ha sede il 19,6% della comunità imprenditoriale pachistana, mentre la ‘capitale’ dell’imprenditoria cinese in Italia è ormai a Milano, dove ha stabilito la propria sede l’11% di tutta la rappresentanza del Celeste Impero.

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